Trasforma in un affare gli scarti dell'edilizia - Rassegna Stampa

Attività salva-ambiente di un imprenditore

I residui edilizi? Non più in discarica ma bensì riciclati per riutilizzarli sempre nell'edilizia come sottofondi. È la scommessa avviata dai fratelli Antonio e Pietro Lecis, rispettivamente di 60 e 53 anni. Nella loro azienda a S'Abixedda, a ridosso della 130 hanno impiantato una serie di macchinari capaci di frantumare i residui edilizi fino a trasformarli in materiale per sottofondo o addirittura terra biologica per giardini. «In questo modo», spiega Antonio Lecis, «si evita di continuare a colmare le discariche per inerti esistenti e insieme si preserva l'ambiente».

E non si pensi che riciclare i rifiuti edilizi costi di più che conferirli nelle discariche autorizzate. «Da noi il costo è di 5 euro al metro cubo», rivelano i fratelli Lecis, «ed è un prezzo di gran lunga inferiore a quello delle discariche autorizzate, che devono pagare su questo tipo di rifiuti una tassa regionale per lo smaltimento». Con un aggravio quindi dei costi per chi intende disfarsene.

Impianti simili a quello realizzato dai fratelli Lecis operano già a Capoterra e a Quartu, anche se sono di dimensioni più contenute. Nell'impianto di S'Abixedda i cumuli di materiale sono molto contenuti. «Perché da noi il materiale staziona per poco», spiega Antonio Lecis. I camion carichi di risulte edilizie procurate dall'abbattimento di vecchie case viene scaricato su un lato del terreno dell'azienda. «Da qui viene messo sul frantoio che rompe i detriti alla misura desiderata», spiega ancora Antonio Lecis, «con una calamita vengono ripuliti dal ferro contenuto e poi tutto viene smistato». Il meglio si può realizzare quando in discarica arrivano i detriti delle case campidanesi. «Allora frantumiamo i mattoni di fango crudo e dopo averlo mischiato con le vinacce provenienti dalle distillerie siamo in grado di produrre un'ottima terra per giardino».

L'attività dei due fratelli cui si aggiungono tre dipendenti è iniziata poco meno di un anno ma ancora non è molto conosciuta. Diverse imprese già si rivolgono però per acquistare il materiale trattato per poi reimpiegarlo in edilizia utilizzandolo nei sottofondi delle case o anche delle strade. «I macchinari che abbiamo ci permetterebbero di trattare ogni giorno fino a 700 metri cubi di materiale, ma in realtà ne lavoriamo molto meno». Non tutte le imprese edilizie conferiscono i residui edilizi nelle discariche. «Per quanto ne so io, soltanto al Comune di Elmas è previsto l'obbligo per l'impresa edilizia impegnata in lavori di demolizione di comunicare dove intende conferire i residui edilizi».

Dalle altri parti vige invece l'anarchia. E quindi le imprese edilizie che si ritrovano a dover smaltire calcinacci e i residui vari delle demolizioni si trovano con tre alternative: buttarle come fanno purtroppo ancora in molti in una strada isolata, conferirla in una discarica per inerti o, invece, sbarazzarsene a costi di gran lunga inferiori in un impianto di riciclaggio come quello realizzato dai fratelli Lecis. E si badi bene che la prima soluzione di buttare i residui in una strada isolata non è senza conseguenze, perché se sorpresi dalle forze dell'ordine si rischia una multa salata, una denuncia penale e l'obbligo a ripulire tutto.
 

Gian Luigi Pala
Unione Sarda 16/02/2005

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